mercoledì 1 febbraio 2006

BlogCronaca: lezione n. 12 – 31 gennaio 2006

Entro in ritardo, quindi mi perdo un po’ di esercizi iniziali. Sento parlare di mano impazzita. Entro. Il maestro ha tagliato i capelli.
Esercizio a coppie. Seduti a terra. Con la mano, a occhi chiusi, si tratta di interpretare una scena di seduzione: il duetto tra Don Giovanni e Zerlina nel Don Giovanni mozartiano. Tre i momenti della scena: avvicinamento a Zerlina e corteggiamento. Ritrosia di Zerlina che si affievolisce fino a cedere: la scena sfocia nel duetto finale: “noi ci darem la mano”. Il duetto viene eseguito su disco e accompagna il lavoro, scandendo i suoi tempi.
Il lavoro viene eseguito da seduti, a occhi chiusi, con la sola mano destra. La mano/lui corteggia, la mano/lei resiste sempre più debolmente, fino a cedere.
Cambio coppie.
Variazione: entra Elvira, una terza mano, che riconduce Zerlina alla ragione e scaccia Don Giovanni, che rimane scornato. La terza mano quindi separa le due mani amanti e fa una tirata moralistica. La terza mano viene introdotta da una terza persona.
Errori: “non ballate a tempo con le mani”. “Non fate balletti, il duetto va impersonato.” Il gioco della seduzione deve essere autentico, anche se per sua natura è fatto di strategia. In realtà la lezione è in gran parte sulla seduzione.
Cambio: a questo punto l’esercizio va rifatto non più con la sola mano ma con tutto il corpo (e tutta l’anima, verrebbe da dire). A coppie, con il terzo incomodo/Elvira, ma senza parole.
Errori: “non rappresentate, non fate il balletto, non siete nel settecento, dimenticate la colonna sonora, siamo nell’oggi.
Fine del lavoro collettivo, scatta il recitato improvvisato. Hic et nunc, con sedia. Seduzione, cedimento, terzo incomodo. Partono Gianluca e Margherita, poi Enrico/Chiara/Sara, poi Fabio/Manuela/Paola. Reminder: “abbiamo fatto un esercizio con le mani: partite da quello per ritrovare il clima". Errori: “non allontanatevi dal pubblico, guadagnate il centro della scena, non nascondetevi in fondo”. Su questo partono tre buoni quarti d'ora.
Cambio: Shakespeare, Sogno di un notte di mezza estate. La scena con Demetrio e la “cagnetta”.
"Io non t’amo, quindi smetti d’inseguirmi”. Lui è di spalle, arriva lei anelante, lo prende per un braccio (quello giusto). Lui si gira di scatto e la interroga infastidito, sprezzante iroso. Lei per nulla intimorita insiste: Francesco/Veronica, Matteo/Angela, Chantal/Fiametta.
Lezione già finita. Studiare la scena a memoria.

I complimenti di Don Giovanni a Zerlina:

voi non siete fatta per essere paesana: un'altra sorte
vi procuran quegli occhi bricconcelli, quei labbretti sì belli,
quelle dituccia candide e odorose;
parmi toccar giuncata e fiutar rose.

e poi:

Quel casinetto è mio: soli saremo,
e là, gioliello mio, ci sposeremo.
Là ci darem la mano,
là mi dirai di sì;
vedi, non è lontano,
partiam, ben mio, da qui.

il duetto:

Andiam andiam, mio bene,
a ristorar le pene
d'un innocente amor.

come dipinge donna Elvira a Zerlina

La povera infelice
è di me innamorata, e per pietà
deggio fingere amore,
ch'io son per mia disgrazia uom di buon cuore.

1 commento:

Fabio ha detto...

Bella questa idea di fermare uno per strada piangendo e recitando Shakespeare con voce sommessa.
A me piacerebbe rispondere dicendo "Il mio cuore è nero come la notte...", ma l'ideale sarebbe conoscere le battute che ci vogliono. Creiamo situazioni di scena con altri allievi o con gente che passa, chissà cosa ne viene fuori. Sulla Follia e sulla sua storia ci ho scritto una tesi di laurea Jeanlook, ma quasi non me la ricordo più...