Lezione con la nuova maestra. Lavoro sul corpo, molto tai-chi-like.
In piedi, mani incrociate, “stirarsi” portando le braccia in avanti, poi, in alto, poi in basso, tenendo sempre le mani incrociate.
Esercizio di equilibrio e coordinazione. In piedi, rilassati, talloni giunti, punte allargate, ginocchia leggermente flesse. Si solleva una gamba e il braccio opposto, fino a divaricarlo, leggermente all’indietro. Non divaricare troppo il braccio all’indietro, non aprire troppo la gamba, mantenere l’equilibrio.
Poi respirazione. Gambe leggermente divaricate e leggermente flesse, schiena dritta ma corpo rilassato, sguardo dritto di fronte. Movimento con le braccia per la respirazione. Prima molli, poi alzare le braccia inspirando, lasciando le mani e i polsi molli. Gomiti pesanti. Fermare l’inspirazione e congiungere le braccia davanti. Espirare, le braccia scendono. Inspirare, le braccia risalgono. Espirare, le mani da molli che erano prendono vita e si raddrizzano, mantenendo però la linea con i polsi. Inspirare, le braccia si flettono e le mani si raccolgono sotto le spalle. Espirare, le mani sono nuovamente molli e le braccia si rilassano lungo il corpo. Potente: alcuni si sentono le mani calde, altri i piedi gonfi, altri ancora accusano formicolii alle estremità: è un lavoro che riattiva la circolazione. “non portate all’estremo i movimenti, lasciate sempre un po’ di corsa nelle estensioni.”
Esercizio di rotazione della testa: in avanti, lateralmente, in alto e in basso. Occhi aperti, che seguono il movimento mettendo a fuoco. Senza forzare, senza essere rigidi. Più disciplina, non abbandonare la sessione.
A coppie. Uno apre il palmo e l’altro lo deve toccare al centro con la mano , rapidamente. Cambi frequenti, no agli automatismi. Confondete il vostro avversario, sorprendetelo. Cambio: ora bisogna toccare non con le mani ma con i piedi. Cambio, ora con la fronte.
Esercizio di emissione vocale. Tutti in cerchio mim, mem, mam, mom, mum. Il suono inizia in “m” e finisce in “m”, aiuta a non forzare e a non stressare le corde. Buone le armonie.
Esercizio di emissione vocale non guidato: ciascuno emette il suono che vuole, l’accordo con il gruppo deve nascere da sé, l’importante che il cerchio non si spenga e non smetta mai di suonare. Una fine non è data, il suono dovrà spengersi da sé, finisce quando finisce, non c’è un tempo. Il cerchio diventa mistico, gli “om” generati hanno grande potenza e calore, anche se non manca qualche dissonanza: fiamme salgono verso l’alto dalle bocche spalancate. Mentre il monolite assiste immoto, passano parecchi minuti. “Siete un buon gruppo”.
Lavoro sul testo nonsense. Cosa sarà? Non importa, è da interpretare liberamente alla futurista. Ci provano tutti in cerchio: l’importante è variare.
La lezione si chiude su un lavoro in cui Sara deve svegliare quattro personaggi di fango che giacciono a terra evocando con il testo nonsense un incantesimo potente. Suona la campanella prima che la cosa vada in porto.
In quale lingua è scritto il testo nonsense? Catalano calamburico? Cimbro citeriore? Rumeno runico? Per me antico alto apuano (se hai un’opinione in proposito, posta un commento).
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