domenica 13 gennaio 2008

BlogCronaca in refettorio



Il 2008 si era aperto con una bella rappresentazione della Bisbetica domata al teatro Leonardo, ma per noi teatranti il vero spettacolo riprende con la lezione di lunedì 7 gennaio. Il primo annuncio riguarda il costruendo spettacolo di fine anno. Ancora non si sa di cosa si tratti ma le prime indiscrezioni parlano di una pièce ancora in fase di scrittura, affidata a un giovane talento drammaturgico che per ispirarsi viene a seguire le nostre improvvisazioni... Ma come? Il teatro dello straniamento, Brecht? Quest'anno la maestra non ha altre classi e vuole dedicarsi anima e cozze a noi, con un lavoro taylor cut sulle nostre modeste personalità, nato nell'intervallo tra cenone e veglione. Brecht può aspettare: il nostro spettacolo parteciperà invece a un concorso di drammaturgia. Target elevato, quindi, e pasta fatta in casa per il piatto che si prepara ai futuri spettatori estivi. Inutile dire che il gioco si fa duro e agli assenti la maestra è pronta a riservare la sua faccia feroce. Venite motivati e concentrati etc. Dopo l'allocuzione di inizio anno (o meglio, di mid term), si passa a un solido lavoro preparatorio: in piedi bisogna chinarsi piegando la schiena gradualmente fino a lasciare la testa a penzoloni tra le gambe. A questo punto un movimento wishy washy con le ginocchia e le spalle e si torna su, una vertebra alla volta, fino a riprendere la posizione eretta. Dopo lo scioglimento iniziale ci si dispone a coppie e il primo che chiude gli occhi li terrà chiusi facendosi portare in volo dal compagno al suono (o meglio, alla voce) di una canzone, prima di Celentano e poi di Battiato, credo. Importante la fiducia reciproca in questo gioco ad abbandonarsi e nel quale ci si scambiano naturalmente i ruoli. Segue un quadrato della respirazione e un'emissione di fiato-voce-fiato sempre su toni minimi. Poi altre emissioni sull'antitesì nasale di gnà e di gnò.
Esaurita la fase preparatoria, la maestra ci propone un ballo hip hop a coppie, che si confrontano-scontrano, in due episodi, prima generico e poi sul filo dei mestieri (cuochi, meccanici, parrucchiere e pizzaioli). Gran sudore in questa fase in cui naturalmente i maschi più anziani si trovano in maggiore difficoltà.
Dopo la pausa si riprende con una grande improvvisazione corale al femminile. Sulle note di "Alegria" monta il fervore mistico del gruppo, mentre una novizia (Chantal) va sopra le righe in un'interpretazione sanremese dell'estasi di Santa Teresa. I suoi eccessi vengono repressi dalla madre superiora Elisa e la preparazione di una cena in refettorio è scandita al ritmo degli orapronobis, con vari riferimenti a cipolle, aglio e frattaglie.
Agli uomini è riservata invece l'interpretazione dei compagni di scuola che si ritrovano da adulti mentre aspettano l'autobus e si studiano per capire chi ha fatto più carriera, mentre per il pubblico si lascinao andare ai ricordi di quegli anni lontani, con sfida finale di sguardi prima dell'esplicito riconoscimento finale: Davide contro Federico e Stefano contro Fabio. A chiudere, tutti contro Vittorio: passanti, postulanti, drogati, peracottari, guastafeste. E lui dispensa un gesto, una smorfia, un mah. Alla fine siamo lieti di aver ripreso, con un pizzico di curiosità in più rispetto allo spettacolo e alle parti.

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