giovedì 23 marzo 2006

BlogCronaca: Lezione n. 19 – 21 marzo 2006

Benvenuta Ionka tra i contributors ma non trovo ancora tracce di te qui sulla pista nera. Aspetto.

Torna il maestro da Genova e torna barbuto. Mancano in molti, forse a causa dello sciopero. Buio in sala. A coppie: uno è cieco (occhi chiusi al buio) e l’altro lo deve guidare, di corsa, in una fuga nella notte piena d’angoscia, fuga da qualcosa che insegue, qualcosa di terribile. Cambio, il cieco si fa veggente e l’altro viene trascinato. Cambio ancora: ora si fa in tre, due ciechi e un duce. L’angoscia, la corsa e il trascinamento sfiancano, sudo copiosamente.
Cambio, sempre a coppie: uno è un vecchio decrepito dal passo curvo e incerto, l’altro lo sorregge faticosamente. Cambio-scambio. Poi ricambio: ora tutti sono vecchi e camminano curvi, poi lentamente, si radunano contro la parete di fondo e si salutano con cenni muti, si incontrano tra loro. E guardano il maestro, con odio: è lui la causa della loro vecchiaia e dei loro mali. Quindi lentamente vanno verso di lui e lo accusano, ognuno lo accusa di un suo male, di una sua mutilazione fisica o morale, uno per uno, quando incontrano il suo sguardo.
Cambio: ora tutti i vecchi sono seduti sulle sedie e continuano a guardare il maestro con odio. Ognuno è costretto a chiedere di andare al bagno alzando il braccio, l’estrema umiliazione, e più cresce l’umiliazione più cresce l’odio contro il maestro che è la causa di tutto e che ha il potere di dare o negare il permesso. Poi questo gesto di richiesta si trasforma in una richiesta di aiuto e di salvezza contro una decrepitezza intollerabile. Impassibile il maestro e poi cambio, cede il testimone a un volontario che catalizzi su di sé l’odio dei vecchi ed eserciti su di loro quel potere che gli è conferito da una legge invisibile. Il cattivo di turno veste i panni di un sorvegliante di un ospizio o di un lager e costringe i vecchi a fare ginnastica, a sollevare materassi, a piegarsi, a inginocchiarsi. Tutti a turno impersonano il sorvegliante, chi più nazi, chi più infermiera stanca e inacidita ("ancora te la sei fatta addosso!"), chi sprezzante ("siete inutili"), chi spazientita.
Infine confronto a due, muto con scambio di ruoli: vecchio rattrappito e pieno di risentimento contro infermiere/sorvegliante sprezzante e provocatore. Ho difficoltà in entrambi i ruoli: debole come sorvegliante, come vecchio mi prende un tremore incontrollabile al viso.
Improvvisazione: si interpreta la solita coppia Oblomov contro Dori, molto relativizzata e con un compito preciso: lavorare sullo scontro vecchio/sorvegliante e realizzare uno scambio di ruoli nel dialogo. L’aggressiva/o deve saper soccombere e trasformarsi in remissivo/a, e viceversa.
Partono Enrico contro Angela sul tema “le vacanze di Pasqua”. Seguono Veronica e Fabio sul tradimento. Fabio ricade nell’epico comme d’habitude e non bada a un anello lasciato cadere. Quindi Roberta contro Fiammetta sulla partecipazione al matrimonio della sorella.
Problemi nei capovolgimenti di fronte che non sempre sono chiari, buona la verve di Roberta e Fiammetta.
Cambio, riprendiamo i personaggi. È un po’ come l’esercizio della maschera neutra: si va in scena e gli altri fanno domande, soltanto che questa volta bisogna incarnare il personaggio. Chiara è una rumena che vive di espedienti nella Milano da bere. Manuela porta Dori, che questa volta si chiama Concetta. Sara è la ragazza maschiaccio del libro di Ammanniti, Fiammetta sceglie niente meno che il Barney ebreo canadese, mentre Angela torna nei panni di Bridget Jones. Per tutti, “non dondolate, individuate dei tic e applicateli”.
La prossima volta ci sarà da studiare.

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