
Dieci cento mille lezioni come questa. Stasera il maestro è un vulcano, una fucina, una mitraglia. Tutto comincia con il cerchio vocale: mi me ma mo mu. L’esperienza con la maestra ci rende forti in questo. Cambio, siamo strumenti musicali. A coppie: uno si riempie la pancia di aria, l’altro lo suona esercitando a tergo una compressione tre dita sotto l’ombelico. Deve uscire un bel UA! Deciso e secco, senza aspirazioni. Vari tentativi su questo. Cambio. In cerchio: ci si passa un palla immaginaria, solo che nel momento in cui si effettua il passaggio occorre ripetere lo UA! primordiale, aiutandosi con la gamba d’appoggio. Chi riceve dovrà ripassare a sua volta la palla. Altro esercizio a coppie: uno di fronte all’altro, tenendosi per mano, si solleva una gamba, quella opposta, e ci si siede per terra, poi ci si sdraia, poi ci si rialza lentamente, sempre emettendo un suono tipo “meeeee”: il gioco sta nel non dare sbalzi di voce, che invece si blocca regolarmente nei momenti di maggior tensione, sedendosi e alzandosi. Variante più generica: saltare a piè pari cercando di tenere un meee continuo, che invece diventa un meEeeEeeEee salterino.
Cambio: buio in sala, occhi chiusi, sparpagliatevi. Ora mettetevi in fila in ordine di altezza.
Cambio: sparpagliatevi ancora, e ora mettetevi in fila in ordine alfabetico. Più difficile, questo: le palpate esplorative diventano più lunghe e meticolose. Scopro di essere riconoscibile dall’orologio.
Si ripete per gli assenti la scena dei vecchi della lezione scorsa: questa volta sono loro gli aguzzini. In più la scena è scandita dalla lettura del testo originale di Tadeusz Kantor: si scopre che questo testo sarà l’esordio della nostra lezione aperta.
Altra lettura: Margherita legge da un testo di Marinetti la scena del gruppo di ubriachi che rientra a casa, saluta la moglie del padrone di casa. Per scherzo inscenano una rissa contro uno che aveva fatto qualche complimento di troppo alla moglie del padrone di casa e ci scappa il morto, che quindi viene portato fuori e lasciato per la strada, dove viene investito da un carro funebre. Bene, lo facciamo, tutti. Enrico è il marito ubriaco, Paola la moglie, Gianluca il morto. È la nostra prima volta collettiva, mai improvvisazione aveva coinvolto tutti: molto coinvolgente, anche perché ognuno doveva interpretare il suo personaggio.
Altra lettura, da Kvetch di Steven Berkoff: è la storia di Frank che torna a casa dopo un’ora di autostrada mentre Donna gli prepara la cena. Invita il poco convinto Hal, che tornato dallo spazio, si è reincarnato in un normale impiegato single e un po’ infelice: paura ipocrisia e meschinità. Sarà il lavoro per la prossima lezione: imparare a memoria.
Un breve ripasso sui personaggi con la maschera in scena: Gianluca interpreta Uto e con lui Veronica, nel medesimo ruolo: sono fratello e sorella. Poi Angela ed Enrico incarnano Bridget Jones da Altamura.
Ancora lettura, questa volta dalle Baccanti, che poi viene ripresa in formato improvvisato. Ancora Gianluca è uno splendido Penteo contro una Fiammetta che impersona Dioniso muto. Dopo un interrogatorio in crescendo i due cadono in una impasse che potrebbe sfociare in un bacio se il maestro non arrivasse a interrompere.
Dopo la lezione è Gianluca a offrire chupito per il suo compleanno (31).
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