venerdì 3 marzo 2006

BlogCronaca: Lezione n. 16 - 28 febbraio 2006

Poca gente, si inizia con un po’ di ritardo perché dentro c’è una tipa del corso prima in confessionale con la maestra. Si parte con esercizi di stiramento e rilassamento. Il primo è il “dita incrociate in sette mosse”, di cui non ricordo bene la sequenza (davanti, al petto, in basso, davanti, in alto, poi ancora in basso…). Poi torsioni della testa: avanti, indietro, lateralmente, circolarmente.
Cambio: musica. In cerchio. Seguendo la musica “ballate” senza ballare veramente, senza stereotipare, con tutto il corpo. Poi chi entra nel cerchio interpreta la musica a modo suo: gli altri lo devono imitare. Al centro ci vanno tutti e lentamente si vince la freddezza iniziale, fino agli ultimi che sono bravissimi.
Cambio. Esercizio di respirazione dei "gomiti pesanti" che ormai ho imparato e riesco anche a fare a casa (cfr. ultima BlogCronaca). La riattivazione della circolazione ha effetto su Chantal, che viene colta da formichine ai piedi.
Cambio. In cerchio a risuonare. Al termine dei fiati vocali, si passa al lavoro sul testo nonsense, che si scopre essere derivato da un canto in un dialetto greco-pugliese-salentino. “Grico” è quindi il nome della lingua famosa. Il tema dell’esercizio è quello di dare al testo un colore, una tonalità emotiva, un’intenzione. Chantal parte dalla rabbia. Per aiutare i primi tentativi la maestra richiama il contesto dell’Antigone. Pensate al personaggio di Antigone, nel momento in cui si rivolge ai suoi concittadini. Rabbia, indignazione, esortazione. Su queste tonalità si cimentano anche Manuela e Sara. Enrico invece sceglie il personaggio del messaggero, con diverse variazioni suggerite dalla maestra (notizia cattiva, poi pessima, poi buona, poi bellissima). Fiammetta ha tamponato la macchina di un'amica. Da Gianluca un’interpretazione disperata e rotta, mentre Frisco è un ragazzo insofferente nei confronti di ipotetiche prediche materne. Angela invece è una madre esasperata e spazientita. Fabio racconta con aria soddisfatta un’impresa andata a buon fine e Chiara interpreta la sua propria agitazione.
Cambio. Parte l’improvvisazione: è uno squarcio, la lezione si impenna. Il soggetto su cui lavorare è dato dall’Antigone. Fiammetta e Sara interpretano Ismene e Antigone: Antigone vuole convincere la sorella ad aiutarla a dare sepoltura al fratello Polinice lasciato in pasto ai cani fuori dalle mura di Tebe per ordine del tiranno Creonte. Cambio, fuori Manuela (Tiresia) e Fabio (Creonte). L’indovino Tiresia cerca di persuadere Creonte al perdono, ma questi è irremovibile, indulgenza contro ragion di stato. Siamo già in extended play, si parla già del confronto di Creonte con il figlio, ma hora ruit. “Per la prossima volta, portate i testi che avevate scelto per isolare il vostro personaggio”. E portate anche una fotocopia per me che ve li pubblico sul Blog, sempre che non preferiate farlo da soli.

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