mercoledì 15 marzo 2006

Il ritratto di Uto

Uto Drodemberg che si alza all’alba, con la più grande naturalezza, quando gli altri sono ancora persi affondati nel sonno più opaco. Non ha bisogno di dormire e non ha bisogno di mangiare, non ha bisogno di niente, lo si vede da come è magro e flessibile, senza sovraccarichi. Il prodotto di una vita difficile, eppure è proprio da lì che ha tratto le sue qualità migliori, la sua capacità di reagire in modi non convenzionali a situazioni ostili. C’è un dimensione ascetica nel suo spirito, una forza senza limiti nella sua struttura leggera; potrebbe vivere d’aria, mettere una mano sul fuoco senza farsi male, camminare a piedi nudi nella neve. Potrebbe dimostrare le tesi meno dimostrabili, sostenere qualunque sfida, accettare scommesse a cento contro uno.
Non ha niente da difendere, nessuna posizione di rendita da salvare, non c’è margine di rischio che sia troppo alto per lui. È un eroe. Musica che sale, rock-sinfonica o piano solo. Mozart, o anche musica indiana. Cambiate pure disco, si adatta comunque ai movimenti di Uto Drodemberg che va verso la porta a vetri.

De Carlo, Andrea, Uto, Milano, Bompiani, 1995. Courtesy by Gianluca & Biblioteca di Appiano Gentile.

1 commento:

Fabio ha detto...

à la Jeanlook:
Uto Druodemberg che si alza all’aalba, con la più ggruande naturaleezzza, quando gli aaltri sono ancuora piersi affuondati nel sonnno più opaaco. Non ha bisogno di dormiere e non ha bisogno di mangiaare, non ha bisogno di nieente, lo si vede da come è magro e flesssibile, sieenza sovraccarichi.