Uto Drodemberg che si alza all’alba, con la più grande naturalezza, quando gli altri sono ancora persi affondati nel sonno più opaco. Non ha bisogno di dormire e non ha bisogno di mangiare, non ha bisogno di niente, lo si vede da come è magro e flessibile, senza sovraccarichi. Il prodotto di una vita difficile, eppure è proprio da lì che ha tratto le sue qualità migliori, la sua capacità di reagire in modi non convenzionali a situazioni ostili. C’è un dimensione ascetica nel suo spirito, una forza senza limiti nella sua struttura leggera; potrebbe vivere d’aria, mettere una mano sul fuoco senza farsi male, camminare a piedi nudi nella neve. Potrebbe dimostrare le tesi meno dimostrabili, sostenere qualunque sfida, accettare scommesse a cento contro uno.
Non ha niente da difendere, nessuna posizione di rendita da salvare, non c’è margine di rischio che sia troppo alto per lui. È un eroe. Musica che sale, rock-sinfonica o piano solo. Mozart, o anche musica indiana. Cambiate pure disco, si adatta comunque ai movimenti di Uto Drodemberg che va verso la porta a vetri.
De Carlo, Andrea, Uto, Milano, Bompiani, 1995. Courtesy by Gianluca & Biblioteca di Appiano Gentile.
mercoledì 15 marzo 2006
Il ritratto di Uto
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1 commento:
à la Jeanlook:
Uto Druodemberg che si alza all’aalba, con la più ggruande naturaleezzza, quando gli aaltri sono ancuora piersi affuondati nel sonnno più opaaco. Non ha bisogno di dormiere e non ha bisogno di mangiaare, non ha bisogno di nieente, lo si vede da come è magro e flesssibile, sieenza sovraccarichi.
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