mercoledì 30 gennaio 2008

BlogCronaca delle folle

Dopo le evoluzioni della suorina che si impasta glamour contro il muro sui pattini a rotelle, e la finisce in lap dance, iniziamo il riscaldamento. La maestra non è in perfetta forma e così è Corinna a seguire il nostro riscaldamento-rilassamento, affidato alla metafora del respiro-colore, già visto in altre circostanze, ma con varianti. Questa volta, dopo la respirazione cromatica un globo luminoso, collegato al magma che si trova nel centro della terra, prima ci trascina a compenetrarci con il pavimento e quindi ci fa alzare in piedi. Tornati in posizione eretta camminiamo tra la folla. No, non occorre farsi strada o spingere, come sui mezzi pubblici. La folla ci fa strada, si apre al nostro passaggio. Concentratevi sulla camminata, fatemi capire chi siete, ma non voglio mimica. Chi siamo? Ognuno ci prova a suo modo e ne scaturiscono diversi personaggi per successive interpretazioni. La regina, il condottiero, il puntualizzatore, la donna mafiosa, la condannata, il cantante, il prete… ma questo lo scopriremo soltanto dopo. Ora chi cammina deve trovare il momento giusto per fermarsi e per rivolgersi a questa folla, sempre tenendo il personaggio immaginato, ma con voce adeguata a raggiungere… almeno mille persone. Dopo una serie di prove sonore la maestra assegna le parti e occorre continuare, anche a coppie, alternandosi liberamente e senza lasciare buchi: uno sprona le truppe con un solo braccio, un altro si lamenta di trovarsi dov’è, un’altra si difende da accuse immaginarie, o rivendica la propria dignità criminale pirandelliana, oppure ancora saluta il pubblico o predica ai fedeli. Più intensi, siete ancora troppo deboli. E così ancora, girando e rigirando.
Infine ai soli uomini è riservata un’ultima prova. In fila, sempre tenendo il proprio personaggio e il suo stile vocale forte, dovranno rispondere a una serie di domande poste dalla maestra, costruendo la loro risposta un sintagma per uno (era-ora che-qualcuno ci-pensasse) e poi una frase per uno, badando a lasciare sempre aperto il proprio intervento in modo che il compagno di fila ci si possa attaccare. Che cos’è il sesso, la libertà, il vibratore e altre amenità, sempre a voce alta, sempre parlando a una folla.

mercoledì 23 gennaio 2008

Blogcronaca lunedì 21 gennaio

La maestra tornata da Londra proprio per la nostra lezione, super piena di energia… ci ha guidato attraverso riscaldamento e improvvisazioni.
Abbiamo iniziato con un riscaldamento vocale veloce: il quadrato della respirazione, fiato/voce/fiato, l’8 del tono, sa re ga…
Poi siamo passati al riscaldamento fisico: camminata nello spazio e piano piano la camminata si trasforma con la musica, portando all’eccesso e poi inserendo dei momenti di rallenty.
Passiamo a terra, distesi, ci alziamo come se fosse la prima volta e troviamo un modo pieno e solido di stare in piedi e una volta in piedi cerchiamo di proiettarci verso l’alto.
Impro suorine, tutte in ginocchio, fronte a terra, ci alziamo tutte insieme e facciamo la nostra progressione di crescita verso l’estasi totale, con Chantal/novizia che ogni tanto, troppo presa dall’estasi, cade in avanti, di lato, indietro…tipo Mr Bean… e le due gemelline al centro (Margherita e Marta) che saranno gemelle siamesi con un’unica tunica?
Impro suorine: Chantal, Elisa, Alessandra ripasso delle regole e interrogazione della novizia con la madre superiora che ogni tanto sbarella.
Impro metropolitana: Federico e Davide che si riconoscono si guardano cercando di non essere visti dall’altro, arrivano due donzelle – Margherita e Marta – che li commentano, loro sentono e si trasformano in base ai loro commenti…. Che sono normalmente fatti utilizzando gli opposti… tipo: che bello questo, però è quel bello un po’ brutto.
Ultima impro: 4 sure milanesi che vanno a volontariato e ad organizzare un cocktail party per la Leti in un centro sociale e cercano di farsi raccontare dai ragazzi disadattati le loro storie di vita struggenti… Elisa la snob, Alessandra la super attiva, Cristina la rifattona e Cristina che ha schifo di tutto, preoccupata dello sporco e timida, salvo poi avere un Alien dentro che esce e insulta quando la spingono verso lo sporco…

domenica 13 gennaio 2008

BlogCronaca dalla croisette


Non so quale ringraziare dei messaggi più o meno subliminali che ho lasciato trapelare, ma la maestra si è accorta del blog; forse ha percepito un movimento anomalo nella Forza, forse la cosa le è stata semplicemente spifferata da un cacciatore di taglie, chissà.
Gran lezione di recupero sabato 12 per un lunedì di dicembre mancato, che esordisce con il riscaldamento delle radici ai piedi: sdraiati, respirate e gradualmente i vostri piedi si radicano al suolo. E' la forza di queste radici a spingere le piante dei piedi contro il pavimento e che vi costringe prima ad alzarvi e poi a camminare, con la profondità e la gravità di un albero che si s-radica e ri-radica a ogni passo. Successivamente questo vissuto è sempre più implicito nel vostro passo, ma deve continuare a rimanere in nuce. Dalla posizione radicata si continua nell'interpretazione della voce che canta in una serie di canzoni americane di anni lontani: ci si sbraccia, si va su e giù seguendo il tono della voce, si cercano di riprodurre vibrati e tremolii, ricordando sempre di fermarsi quando la voce cessa, anche al continuare della musica. Poi non è più un movimento descrittivo ma un passo, un passo particolare che risente della musica, quindi è un oggetto (un cappello, una sicarpa, una scarpa) che a suon di canzone ci parla come un vecchio amico, un amore impossibile o uno scocciatore dall'alito cattivo. A noi di renderlo, senza essere descrittivi e psicologici, fino a dover presentare l'amato/a a un conoscente per la strada, con tutto l'imbarazzo che ne consegue.
Si procede a ritmo rap, ancora con il confronto/scontro, questa volta preceduto dal formarsi delle bande: donne contro uomini, che si dimostrano subito tanto mosci da aver bisogno del sostegno di Corinna. Dopo il formarsi delle squadre c'è un momento di conoscenza reciproca dei fronti contrapposti, che si scoprono e si annusano come se non si fossero mai incontrati prima. Infine confronto a coppie miste, tra due ali di folla danzante.
Le ali di folla sono un dettaglio importante anche per l'animazione della croisette, in cui ciascuno impersona un/a divo/a che raggiunge la scalinata del palazzo del cinema di Cannes sotto un diluvio di flash, applausi e grida di entusiasmo, a cura degli altri componenti del gruppo. Il gioco evidenzia bene il grado di autocompiacimento di ciascuno di noi in questo rito di alimentazione dell'ego, dai più evasivi alle tsunamiche.
L'ultima parte del pomeriggio in via Savona è riservata alle improvvisazioni, che sono le stesse della volta scorsa, con qualche variazione ed elaborazione in più, forse a beneficio dell'autore, appositamente convocato. Da segnalare la prova di Alessandra nella parte della novizia/Carrà-da-Trieste-in-giù.

BlogCronaca in refettorio



Il 2008 si era aperto con una bella rappresentazione della Bisbetica domata al teatro Leonardo, ma per noi teatranti il vero spettacolo riprende con la lezione di lunedì 7 gennaio. Il primo annuncio riguarda il costruendo spettacolo di fine anno. Ancora non si sa di cosa si tratti ma le prime indiscrezioni parlano di una pièce ancora in fase di scrittura, affidata a un giovane talento drammaturgico che per ispirarsi viene a seguire le nostre improvvisazioni... Ma come? Il teatro dello straniamento, Brecht? Quest'anno la maestra non ha altre classi e vuole dedicarsi anima e cozze a noi, con un lavoro taylor cut sulle nostre modeste personalità, nato nell'intervallo tra cenone e veglione. Brecht può aspettare: il nostro spettacolo parteciperà invece a un concorso di drammaturgia. Target elevato, quindi, e pasta fatta in casa per il piatto che si prepara ai futuri spettatori estivi. Inutile dire che il gioco si fa duro e agli assenti la maestra è pronta a riservare la sua faccia feroce. Venite motivati e concentrati etc. Dopo l'allocuzione di inizio anno (o meglio, di mid term), si passa a un solido lavoro preparatorio: in piedi bisogna chinarsi piegando la schiena gradualmente fino a lasciare la testa a penzoloni tra le gambe. A questo punto un movimento wishy washy con le ginocchia e le spalle e si torna su, una vertebra alla volta, fino a riprendere la posizione eretta. Dopo lo scioglimento iniziale ci si dispone a coppie e il primo che chiude gli occhi li terrà chiusi facendosi portare in volo dal compagno al suono (o meglio, alla voce) di una canzone, prima di Celentano e poi di Battiato, credo. Importante la fiducia reciproca in questo gioco ad abbandonarsi e nel quale ci si scambiano naturalmente i ruoli. Segue un quadrato della respirazione e un'emissione di fiato-voce-fiato sempre su toni minimi. Poi altre emissioni sull'antitesì nasale di gnà e di gnò.
Esaurita la fase preparatoria, la maestra ci propone un ballo hip hop a coppie, che si confrontano-scontrano, in due episodi, prima generico e poi sul filo dei mestieri (cuochi, meccanici, parrucchiere e pizzaioli). Gran sudore in questa fase in cui naturalmente i maschi più anziani si trovano in maggiore difficoltà.
Dopo la pausa si riprende con una grande improvvisazione corale al femminile. Sulle note di "Alegria" monta il fervore mistico del gruppo, mentre una novizia (Chantal) va sopra le righe in un'interpretazione sanremese dell'estasi di Santa Teresa. I suoi eccessi vengono repressi dalla madre superiora Elisa e la preparazione di una cena in refettorio è scandita al ritmo degli orapronobis, con vari riferimenti a cipolle, aglio e frattaglie.
Agli uomini è riservata invece l'interpretazione dei compagni di scuola che si ritrovano da adulti mentre aspettano l'autobus e si studiano per capire chi ha fatto più carriera, mentre per il pubblico si lascinao andare ai ricordi di quegli anni lontani, con sfida finale di sguardi prima dell'esplicito riconoscimento finale: Davide contro Federico e Stefano contro Fabio. A chiudere, tutti contro Vittorio: passanti, postulanti, drogati, peracottari, guastafeste. E lui dispensa un gesto, una smorfia, un mah. Alla fine siamo lieti di aver ripreso, con un pizzico di curiosità in più rispetto allo spettacolo e alle parti.