Via Savona, 10, aula B. Si torna ai piani alti. Già questa è una prima soddisfazione, dopo le aulette rubate alla scuola del fumetto. Mezz'ora di ritardo per cominciare, ma in compenso la maestra mi infligge il dolce supplizio (ah, caro vecchio marchese) di entrare in gioco da subito con il compito di presentarmi attraverso le parole di una compagna cieca da manipolare. Cerco di esprimere la mia emozione in maniera toccante: in realtà sono emozionato veramente e ho vinto la tentazione di non presentarmi in aula, dopo una giornata pesante in ufficio.
Fate un cerchio, guardate in basso, poi in alto e poi davanti: quando incrociate gli occhi di un compagno/a correte ad abbracciarlo. Si creano così delle coppie. Ora scegliete una carta, scegliete un film e fatene un trailer, una fa il regista e l'altro l'attore e viceversa. Gli altri guardano. Lo si fa tutti.
All'intervallo incontro Sabina cha fa lezione nell'aula accanto: ci abbracciamo e per me è un grande sollievo.
Ora a ciascuno sia dato un post-it e che ciascuno sul foglio scriva una frase che gli pare. La pila di foglietti appiccicosi viene attaccata a una sedia. Ora uno entra, vicino a quella sedia si siede e fa un gesto pulito e chiaro senza battute, e lo ripete. L'altro deve arrivare con un altro gesto. A questo punto il primo deve farsi contagiare gradualmente e non meccanicamente da quel nuovo gesto fino ad appropriarsene. Solo allora ha diritto a leggere la frase scritta da uno a caso e di uscire di scena, con effetti a volte paradossali ed esilaranti. Starnuti, grugniti, risate, tremori, ballo ed altro si fronteggiano e si contaminano per imitazione, dialettica e partecipazione ritmica, la modalità più apprezzata dalla maestra, che lascia trapelare alcuni accenni della sua Weltanschaung teatrante. La vera creazione avviene soltanto a partire da una sospensione di giudizio (quindi rilassatevi), altrimenti si cade nei preconcetti. L'arte dell'attore creativo è quella di saper trasformare, in modo pignolo, senza mai innamorarsi di un'idea, pena la caduta nello psicologismo, che corrisponde alla via della perdizione, facile e invitante. No alla mimesi, quindi, perché quando l'attore non è guidato dalla psicologia dà il meglio: a condizione che una buona tecnica gli consenta di evitare l'emozione trita. Lettura consigliata: Gianni Rodari (quello del libro di lettura di terza elementare, proprio lui): La Grammatica della fantasia. L'obiettivo è di fare di questa classe una banda di pignoli della materia fantastica.
Che prima impressione fa la maestra? Positiva e contagiosa. Torno a casa felice: mai nessuna Spa o altra leisure activity potrà darmi tanta carica ed emozione come una lezione ai teatri possibili.
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