domenica 28 ottobre 2007

BlogCronaca 22 ottobre 2007

Si parte con gli esercizi di rilassamento e respirazione. Si inspira fresco e si espira caldo, lasciando l'aria fuggire tra le labbra. Immagina che un mano calda ti massaggi gradualmente i piedi, i polpacci, le ginocchia, le cosce, il ventre, il petto, le spalle il collo, le braccia, le mani , la testa. A ogni passaggio diventi più pesante, caldo e rilassato.

Poi ti alzi lentamente, mantenendo il movimento e il ritmo del respiro, e cammini, sempre al ritmo del respiro, incontri gli altri e ti relazioni con loro.

Metafora di caratterizzazione per colorare l'incontro con l'altro: prima è una sfida, poi è attrazione, quindi caldo bollente che non si può toccare, oppure freddo gelato che non si può trattenere, infine una calamita che attrae e respinge. Relazionatevi con il compagno secondo queste tre metafore, prima esagerando e poi gradualmente riducendo l'ampiezza del gesto fino a renderlo misurato, quasi invisibile, sopravvivente nella dimensione della tensione.

Queste metafore vi servono come binario da seguire contro i cliché, per non cadere nello psicologismo più trito. Il gioco della metafora si colloca in una sequenza ideale accanto a quella degli accostamenti improbabili e degli opposti fecondi, vedi gioco dell'alieno o quello della borsa con gli oggetti. Un commento alla camminata con il respiro: serve per dare forma al corpo carismatico.

Dopo l'intervallo si riparte con un lavoro sulla favola: a gruppi di tre o quatto si dovrà raccontare una favola a scelta tra cenerentola, biancaneve e cappuccetto rosso, scegliendo liberamente di impersonare un personaggio o un oggetto della favola e con questi personaggi impersonarla.

Infine lettura: una poesia di Nazim Hikmet (concerto in re mnore di J.S. Bach) da leggere tecnicamente: primo passaggio, lettura ritmica, quindi masticante e allitterante, infine alla ricerca della parola chiave.

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