
Arrivo tardi, e gli altri stanno già mmm-eggiando. Agli esercizi del canone fa seguito una prova di canto, a canone, di Fra Martino Campanaro. Prima tutti in cerchio, poi deambulando, per vedere se si perde il ritmo. E il ritmo si perde. La maestra dirige e cerca di ottenere attenzione per cambi di ritmo e di volume. Fra Martino viene poi ripetuto in minore (chi avrebbe creduto che ci potesse essere una versione notturna e inquieta di quella filastrocca?) e con diverse varianti di tempo e di volume: un ottimo riscaldamento per la prova più attesa, il canto libero in cerchio, senza musica o altri aiuti.
Questa volta ci provano tutti, o quasi, e la cosa sembra funzionare. Anche le pause sembrano ben calibrate. Dopo è la volta delle improvvisazioni sui temi delle volte scorse, per chi non c'era. Su alcune si improvvisa anche un po' di dibattito-cineforum con riflessioni varie, finché Gianluca non ci riporta alla superficie autentica del "cosa-ho-visto-e-basta". Bisogna restituire la rappresentazione alla sua nuda natura di monumento, senza cercare la moraletta. Infine, canto corale con chitarra, nelle sapienti mani di Enrico. Per la prossima volta si costruisca un'improvvisazione legata in qualche liberissimo modo al canto scelto la sera di mercoledì 25.
4 commenti:
Ah ah, finalmente uno spunto di discussione: nelle rappresentazioni si può cercare la moraletta oppure bisogna "stick" alla superficie?
mah...non so, se l'improvvisazione(che improvvisazione non è più) di Manuela a me mostra un punto di vista diverso dal mio e non un barbone arrabbiato, è morale?... forse mi sfugge il significato di morale copywriter?
Concordo però in pieno con Gianluca, non siamo lì ad insegnare o a passare delle morali ma solo a recitare, forse anzi è fondamentale non cercare di far passare una morale... quello è un po' il compito del regista o dello sceneggiatore, l'attore è plastilina...motivo per cui DETESTO queste false improvvisazioni.
Uhm, ora di spunto di discussione ne è nato un altro: è lecito improvvisare avendo una settimana di tempo per prepararsi? Probabilmente la Maestra risponderebbe che lei non ha mai parlato di improvvisazioni, ma solo di "lavoro", comunque cosa ne pensate?
Per quanto riguarda il significato di morale, chère account, tutto parte dall'osservazione del prometeo Jeanlook: stiamo ai fatti, perché cercare la moraletta?. Se io dico che il suo pezzo ci insegna che dobbiamo lottare contro il nostro lato oscuro sto cercando la moraletta, guardo attraverso la sua rappresentazione per cercare un senso, che magari ci metto io. Se invece dico che c'è uno che sta lottando contro qualcosa che potrebbe essere il suo lato oscuro, sto dicendo quello che quella scena ha rappresentato per me. Nulla vieta ad altri di vederci un'altra scena, così come nulla vieta di trovarci un'altra morale, sono due piani diversi.
Non so se riesco ad essere più precisa ma so questo: per domani preparerò un pezzettino di storiella sulla mia canzone, che mi sono scelta, mi sono cantata(l'ho cantata anche a voi veramente), e che mi rappresenterò. Se è una canzone che per me vuol dire qualcosa, e così ci è stato chiesto che sia, sono io che vi dico qualcosa. Ineluttabile credo, no? e questo non mi piace. Se voglio raccontarvi qualcosa di me, le mie canzoni, le cose che mi "risvegliano" ve lo racconto... ma senza costruirci sopra.
Mercoledì farò anche un pezzettino con Fabio, lui ha scritto il testo, io lo interpreto(o ci provo), Lo recito. Questo mi piace e non che non ci sia del mio comunque, forse è solo che sono profondamente "riservata" o forse è che devo essere "guidata" fatto sta che non vedo l'ora che ci sia un personaggio, che non sia già mio, in cui calarmi.
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