Lezione n. 1, 4 ottobre 2006
Primo giorno di corso con Sabina Villa. Del corso con Amedeo si ritrovano Angela, Enrico, Fabio, Gianluca e Veronica, ma vedo il nome di Emanuela sul registro. Sabina è bruna con i capelli legati in una treccia. Chiede disciplina e concentrazione. Dopo un giro di presentazioni bisogna subito imparare i nomi dei compagni a memoria: 17 nomi, compreso il suo ed escluso il proprio. I primi esercizi consistono proprio nel nominare tutti seduti in cerchio, facendo il giro. Perché la cosa non sia troppo facile ci si cambia anche di posto.
- Alessio
- Angela
- Barbara
- Cristina
- Elena
- Elisa
- Enrico
- Fabio
- Federico
- Gianluca
- Matteo
- Serena
- Silvia
- Tiziana
- Tobia
- Valentina
- Veronica
Attenzione e concentrazione. Dopo il gioco della memoria si passa a quello della palla. In cerchio. Con un battito di mani vettoriale bisogna indirizzare un compagno chiamandolo per nome e dandogli idealmente al palla. A sua volta chi è raggiunto dalla palla la deve passare senza indugio chiamando altri. Chi esita o sbaglia nome esce dal circolo. Variante in movimento, a eliminazione, ripetuta due o tre volte.
Cambio. Camminare e trovare un passo comune e all’unisono, senza però andare in cerchio: tagliare lo spazio e cambiare direzione continuando ad ascoltare il ritmo dei passi.
Cambio. Che qualcuno faccia un gesto con le braccia o con la parte superiore del corpo e gli altri lo riprendano imitandolo con esattezza. Il gesto deve essere dato con precisione e con precisione riprodotto. Non affrettatevi a imitare, capite bene qual è il gesto e restate nella “griglia”. Non andate in cerchio, continuate a tagliare. Se non capite il gesto seguite chi lo fa e impadronitevene. Varianti: braccio alzato, battere le mani, indice agitato in alto sopra la testa, linguacce, “genuflessione”, pugno al petto e indice puntato. Non si tratta di imitare, bisogna raccogliere l’indicazione, l’informazione, riprodurla e diffonderla (quindi rivolgersi a qualcuno mentre si fa il gesto.
Cambio. Fatemi una rappresentazione teatrale, usando il codice che volete (mimo, teatro di narrazione, dialogo o altro), che duri non più di due minuti. Dopo una serie di una decina di proposte: siete usciti dai tempi, tutti vi siete rifugiati nel teatro di narrazione. Molti hanno raccontato solamente “briciole”. La rappresentazione va portata avanti dall’inizio alla fine: va chiusa, e deve trasmettere un senso, non è una chiacchiera di corridoio.
Compito per la prossima volta. Preparare un pezzo di uno-due minuti sul tema “lo sguardo altrove”.
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