giovedì 13 dicembre 2007

BlogCronaca 10 dicembre 2007

Il canto apre le danze, in una lezione che esordisce con il quadrato, la mini emissione, la scala indiana, le botte di diaframma e le risate con tre vocali. Intanto la scala indiana, ripetiamolo, fa: sa-re-ga-ma-pa-da-ni-sa e ritorno: sa-ni-pa-da-ma-ga-re-sa. Quindi jazz al ritmo di vavuva-m-m-vavumvuva. Diaframma, ancora diaframma. Perché? Serve per la recitazione in terza e in sesta persona, serve per il teatro dello straniamento brechtiano, con cui il nostro saggio dovrà fare i conti. Così proviamo un brano a memoria a scelta, in prima, terza e sesta persona. Difficile descrivere le differenze tra questi piani: la prima persona è quella naturalistica, sei tu con la tua voce, con il tuo coinvolgimento, con il tuo essere “lì”. Nella terza si introduce una distanza sacerdotale, ispirata e intensa: “pensa di essere dietro a una statua e di darle voce”. La terza ha una dimensione di grandezza che sottrarrebbe la recitazione alla piccolezza della persona umana con le sue emozioni private, restituendola a una dimensione universale. E la sesta? È quella del banditore, “attenzione, popolazione!”, ancora più distante e tecnicamente faticosa (una specie di urlo ben gestito), ma certo più facile da trovare. Lunghe prove infatti ci aspettano, con una terza sempre sfuggente e inarrivabile, difficile anche da tenere quando per caso la si raggiunge sul testo solito di Macbeth o su altri a scelta. Non si riesce neppure a completare il giro, perché si cambia (maestra poco soddisfatta).
Riscaldamento: a coppie trovate insieme la respirazione schiena contro schiena, poi cambia il gioco. Ballo, lei vuole ballare, lui no e lei lo deve convincere e viceversa (sic!). No, così vi irrigidite: siete a una gara di ballo (e quindi dovete ballare) ma lei è di cattivo umore e balla a malincuore. Negli intervalli piazzate la battuta, senza perdere l'aplomb della gara di ballo. La gara di ballo si stilizza poi in figure plastiche (le risate...): tutto questo serve allo straniamento, perché la battuta così si dematerializza, però invitare al ballo una partner riluttante per me è stata la prova più dura di sempre.

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