Il canto apre le danze, in una lezione che esordisce con il quadrato, la mini emissione, la scala indiana, le botte di diaframma e le risate con tre vocali. Intanto la scala indiana, ripetiamolo, fa: sa-re-ga-ma-pa-da-ni-sa e ritorno: sa-ni-pa-da-ma-ga-re-sa. Quindi jazz al ritmo di vavuva-m-m-vavumvuva. Diaframma, ancora diaframma. Perché? Serve per la recitazione in terza e in sesta persona, serve per il teatro dello straniamento brechtiano, con cui il nostro saggio dovrà fare i conti. Così proviamo un brano a memoria a scelta, in prima, terza e sesta persona. Difficile descrivere le differenze tra questi piani: la prima persona è quella naturalistica, sei tu con la tua voce, con il tuo coinvolgimento, con il tuo essere “lì”. Nella terza si introduce una distanza sacerdotale, ispirata e intensa: “pensa di essere dietro a una statua e di darle voce”. La terza ha una dimensione di grandezza che sottrarrebbe la recitazione alla piccolezza della persona umana con le sue emozioni private, restituendola a una dimensione universale. E la sesta? È quella del banditore, “attenzione, popolazione!”, ancora più distante e tecnicamente faticosa (una specie di urlo ben gestito), ma certo più facile da trovare. Lunghe prove infatti ci aspettano, con una terza sempre sfuggente e inarrivabile, difficile anche da tenere quando per caso la si raggiunge sul testo solito di Macbeth o su altri a scelta. Non si riesce neppure a completare il giro, perché si cambia (maestra poco soddisfatta).
Riscaldamento: a coppie trovate insieme la respirazione schiena contro schiena, poi cambia il gioco. Ballo, lei vuole ballare, lui no e lei lo deve convincere e viceversa (sic!). No, così vi irrigidite: siete a una gara di ballo (e quindi dovete ballare) ma lei è di cattivo umore e balla a malincuore. Negli intervalli piazzate la battuta, senza perdere l'aplomb della gara di ballo. La gara di ballo si stilizza poi in figure plastiche (le risate...): tutto questo serve allo straniamento, perché la battuta così si dematerializza, però invitare al ballo una partner riluttante per me è stata la prova più dura di sempre.
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