domenica 25 febbraio 2007

BlogCronaca - Lezione n. 18, 21 febbraio 2007

Pochi volenterosi a lezione, un poco distratti dalle dimissioni del governo, con la notizia che arriva via SMS. Saluto al sole con rigore. Poi ciclo completo di mmm-eggiamenti. Quale sarà il saggio? Sarà Marat-Sade: la maestra è serena e non mostra più il tormento della volta passata. Le ragioni? Persi i due aiuti del corso di regia, preferisce uno schema più conosciuto, una pièce già rappresentata con un secondo anno. Più certezze, quindi e meno spazio all'indeterminazione dei personaggi.
Quindi sudore in aula, e ci voleva: una breve danza intorno alla ghigliottina. Il quarto stato inanella carole intorno al patibolo. Si prova qualche gesto: pugni alzati, bandiere agitate, girotondo. Noi reticenti, tranne Angela, che come al solito si butta di più.
Cambio: bordate di insulti a squadre: partito rosso contro partito blu. Scambi di accuse ed insulti: fatevi sentire, gridate. Si provano così due o tre cicli di insolenze. Manuel si ingola, ha le lacrime agli occhi: questo testo richiederebbe un approfondimento tecnico sul gridato, poi cambio.
Canzone del quarto stato: prova di canto su musica del film di Kusturica Gatto nero gatto bianco. Canzone non facilissima nonostante le apparenze: appoggiarsi ai binari aiuta a renderla più convincente, così come rivolgersi ad altri interlocutori in scena, come i compagni di lotta, Marat o i ricchi borghesi.

Canzone del quarto stato
Dove troviam la grana
Dove troviam la grinta
Se non abbiam che buchi
Buchi buchi buchi

Buchi per casa, buchi
E nella pancia, buchi
E nei vestiti, buchi
Buchi buchi buchi

Dopo la pausa si riprende la lettura della pièce di Weiss, commentata e interpretata ancora di più.
Per compito, continuare a leggere, con un lavoro di ricerca storico culturale sull'epoca e sui dettagli (anche dell'abbigliamento) citati nel testo.
Personalmente la scelta per il Marat-Sade mi trova d'accordo e ribadisco il mio schieramento marasadico. Con questa pièce siamo meno preda dell'ovvio, siamo più autonomi, proprio perché i personaggi sono definiti da uno schema fisso, che si presta a molte letture, sì, ma senza compiacimenti drammatici. Siamo restituiti alla superficie dell'interpretazione, al compito di restituire un monumento, senza il peso del dover esibire una nostra verità improbabile. Non che il lavoro sull'Amleto non mi piacesse, ma mi sembrava molto distante dall'obiettivo di una rappresentazione, a cui le poche improvvisazioni marasadiane dell'ultima lezione mi hanno fatto sentire invece già più vicino. Insomma, perisno i binari mi sembrano più a loro agio nel manicomio del diciottesimo secolo, rispetto alla reggia di Elsinore. E voi? Che ne pensate?

domenica 18 febbraio 2007

BlogCronaca - Lezione n. 17, 14 febbraio 2007

Dopo la lezione scontrosa della volta scorsa eccoci di nuovo alla lettura. Solo che questa volta siamo più coinvolti: anche la maestra entra, spiega, commenta, corregge. Si legge il Marat-Sade e lo si legge tutto d'un fiato. E questa volta pare quasi naturale che lo si legga in classe: il primo approccio a un nuovo testo. Dopo la lezione, Mai dire bar. Il giorno dopo qualcuno ringrazia perché ha ritrovato l'entusiasmo. Strano, perché comunque la lezione si è conclusa con una decisione non presa in merito al saggio. Catturati dalla lettura fino alle undici e un quarto, è la ragazza del Libero a cacciarci fuori, e dopo indugiamo ancora in cortile con la maestra, a contare voti e deleghe degli assenti, in un clima quasi da riunione condominiale. Mi schiero per il Marat-Sade, insieme a un gruppo che si allarga sorprendentemente fino a eguagliare gli amletici. La maestra lascia intendere che Weiss potrebbe rivelarsi per lei una soluzione più facile, perché è uno spettacolo che ha già messo in scena con un secondo anno. Si avverte, però, soprattutto da parte di chi più aveva dato nell'Amleto, una certa riluttanza a salire sul carro degli internati.
Termina la lezione così, nell'incertezza, mancando due corsisti (o forse sarebbe meglio dire artisti) che non si sono espressi, anche se c'è chi, dopo aver seguito la maestra fino a casa, dice di conoscere la sua scelta finale.

domenica 11 febbraio 2007

Idee da salvare

“Tranquilli, questo lavoro è inguardabile, ma ci serve a trovare delle soluzioni, a provare delle idee per salvarne alcune.” Thanks to Alessio the roman, di seguito quello che si è appuntato nelle ultime due lezioni su quanto si poteva salvare.

Atto III
  • Discussione sulla poetica dell’Amleto
  • Silvia dice “C’è del marcio in Danimarca”
  • Silvia corregge pronuncia inglese
  • Paola tiene contabilità dei nomi
  • Silvia dà oggetto ad Amleto prima di cominciare il monologo
  • Paola dice “il dubbio amletico”
  • Alessio lo sguardo durante il monologo
  • Enrico ed Alessio, questo è Amleto e parla del flauto
Atto IV
  • Morto al centro trascinato
  • Valentina che suona il flauto per annunciare la morte
  • Alessio abbraccia Valentina impersonando Laerte
  • Tiziana, la canzone tienila più a lungo
  • Angela lancia freccette
  • Angela subentra dopo monologo Manuela scatenando dibattito su Amleto
  • Veronica impersona Claudio sul finale e parla a Laerte

BlogCronaca - Lezione n. 16, 7 febbraio 2007

Addio magia non colta del 31 gennaio. La lezione del 7 febbraio si apre a muso duro, con la maestra all'offensiva sul tema disciplina, presenza, serietà. Marat-Sade? E che è? Era la pièce da leggere. Pochissimi l'hanno almeno sfogliata. Il saluto al sole sembra quasi una punizione corporale. Nel mmm-mmm la maestra limita le indicazioni al minimo e nelle andate e ritorno qualcuno sbaglia esercizio, facendo miii al posto di muuu e viceversa.

Qui c'è un saggio da preparare, come si fa a lavorare con un gruppo di cui non si conoscono gli effettivi? Se non si forma una squadra si finirà col fare una bella serie di monologhi e buonanotte.

Siamo un branco di sciamannati ubriaconi e chiacchieroni, in assemblea permanente, sempre occupati a farsi gli affari propri, pronti a sindacare sul castigo, ma non sul delitto. Si prosegue con il lavoro sul quarto atto. Parlano i binari, che come al solito preferiscono litigare tra loro e fare il tifo per i personaggi anziché raccontare una storia, mentre pochi sono quelli che entrano in scena. Angela tira fuori le freccette, Alessio mi trascina cadavere e dà l'attacco a Tiziana, mentre Valentina passa flautata; Enrico puntualizza e Manuela rimarca, mentre Veronica chiude impersonando il re Claudio nell'atto di tramare con un Laerte assente. Dopo la fine del quarto atto, atmosfera più distesa e positiva, si lavora sulla morte di Ofelia con variazioni a cura di Silvia, Barbara, Tiziana, Paola. Tutti partecipano in vario modo facendo i salici, il fiume, la morte, i fiori. Silvia è più estatica e contemplativa, Barbara trasmette una certa angoscia quando cerca di scappare mentre Gianluca la trattiene per le caviglie, anche Tiziana passa dall'idillio alla fuga ansimante, per poi crollare con il ramo caduto ed essere portata via a spalla; Paola, partita molto immobile e punzecchiata da Alessio, in punto di morte fa sentire un canto incorporeo di grande vibrazione. Game over. Per la prossima volta V atto e Marat-Sade: chi non c'è non ci sarà.

sabato 10 febbraio 2007

Calendario corso: avvisi

Prometeo, vi dice niente? E' uno spettacolo di Amedeo a cui lavora anche Sabina. Per questo non ci sarà lezione:
  • il 21 marzo
  • il 28 marzo
  • il 4 aprile
Recupero il 31 marzo (sabato), dalle 11 alle 17.

Cartellino Giallo

Basta assenze, basta non fare i compiti.
La maestra chiede disciplina e spirito di corpo.
Chi non viene a lezione deve avvisare.
Chi non viene da molto deve comunicare formalmente l'eventuale rinuncia.
Per i disobbedienti l'interdizione al saggio.
Per la prossima volta, per l'ultima volta: preparare Amleto V Atto e leggere il Marat-Sade.
Mercoledì prossimo si decide che pièce fare: "chi non c'è non ci sarà."

giovedì 1 febbraio 2007

lezione 31 gennaio 2007- prati e nasi

Arrivo tardi e ascolto appoggiata al muro di confine dentro-fuori i mmmmmeggiamenti del gruppo, armonicissimi finchè i due maschietti reggono la nota. Bello, ma il mal di testa non passa. Veloci al compito, ripassare il terzo atto e raccontarlo al pubblico-maestra. Partiamo benissimo, la trama si svela, il dibattito non si annacqua con tentennamenti, facciamo tutti il possibile e Paola dalla sua isola verde ci guarda e ci dice"che vita triste la vostra", in effetti si incrociano destini infelici: pazzi zoppi, intriganti e sperdute figure, trattenute e cattive signore, nasi torturati tanto da diventare rossi. Procediamo come sul crinale di una montagna un po' attenti a non fare passi falsi ma un po' più "dentro".
Paola riassume in numeri il terzo atto e finiamo lì dopo aver parlato della verità, del vero Amleto, dei genitori tirannici. La maestra dice "era bello" ma è come chiedesse se a noi è piaciuto, poi ci legge i suoi commenti.
Silvia sarà colei che ci riporterà tutti ad una lettura poetica dell'amleto, Valentina sarà lo spettro dei pensieri di tutti, buia e luminosa giuzzante come una luce improvvisa, Tiziana farà tesoro degli oggetti ed Enrico puntualizzerà i passaggi nevralgici del testo, così via via un po' per tutti, dispensando più che consigli appligli per fare del personaggio qualcosa di più che una bambola. A me resta un amleto bulimico e un polonio che crea magici accostamenti di sapore, la testa scoppia. il consiglio è trovare un feticcio la coperta di Linus che ci renda vulnerabili e schiettamente umani.
Gli ultimi venti minuti li passo di nuovo da spettatrice trincerata dietro una fila di sedie a godermi quella che da subito è la sigla del notro amleto: i cccp con un ritmo tormentante, soprattutto per l'emicrania, su cui Manuela si depila(eccezionale!!!!), Enrico sistema l'aula, Paola fa di conto e tutti sembrano così calati nel ruolo che sembra di stare a teatro. Per mercoledì il 4° atto e il Marat-Sade... anche se ormai a questo Amleto bulimico un po' siamo affezionati.