Erano i giorni prima della Pasqua e Gaia parlava ai suoi allievi e diceva loro queste parole. "Tre grandi botte ha ricevuto l'umanità nei tempi moderni. L'umanità credeva di essere al centro dell'universo ma Galileo mostrò che era vero il contrario. Fu la prima botta. L'umanità credeva di discendere da Dio ma Darwin mostrò che essa discendeva dalle scimmie. Seconda botta. L'umanità credeva di avere un intelletto presente a se stesso, ma Freud mostrò che esisteva un inconscio. E fu la terza botta. Ora queste botte sono state salutari. Se noi fossimo sempre stati al centro dell'universo, forse questo universo non l'avremmo mai visto. Se noi discendessimo direttamente da Dio non sapremmo nulla di evoluzione.
La stessa cecità affligge chi sta al centro del palco, perché al centro si è ciechi. Per questo occorre imparare ad ascoltare, non solamente con le orecchie ma con tutto il corpo e con la schiena. Per questo si parla tanto a lezione di quanto sia importante l'ascolto e di quanto conti sapersi decentrare, per recuperare un pizzico di sensibilità. Altrimenti chi sta al centro non ha percezione e comincia a pensare 'cosa diranno di me', a sentirsi un pirla, e quindi a diventare imbranato, ad assumere le faccettine, che sono l'espressione del giudizio di pirla che sente su di sé. Tutto questo richiama la responsabilità dell'ascolto, soprattutto per chi sta al centro, che non deve mollare mai la tensione, per non cadere nel pregiudizio psicologistico."
Così parlava Gaia quel giorno, e gli allievi pensavano alle parti che erano state assegnate e c'era chi era soddisfatto e chi meno, e chi ancora attendeva di sapere.
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