martedì 11 marzo 2008

Il pescatore di Tobago



Questa mattina mi sono svegliato con un canto in mente. E' la nenia che ci avvolge durante il riscaldamento, e di cui ormai Corinna è ministra paziente. Ignoro di chi sia, mi fa pensare a una vecchia di Trinidad che separa il grano dal loglio o a un giovane pescatore di Tobago che ripara le reti la sera. Forse è una zia caraibica che canta la ninna nanna. A noi serve per rilassarci e per caricarci prima delle note di Passion, sulle quali la voce ci impone di alzarci senza esitare. Non ero mai riuscito a ricordarmi quel motivo prima d'ora. Forse la dose domenicale e il rinforzo di ieri hanno azionato i meccanismi della memoria. Ripensandoci sono state più di otto ore di lavoro senza risparmio, con la concentrazione per muoversi al rallenti che lascia spossati, con una "prima" lettura delle scene appena rese note che è già impegnativa, approfondita, esigente e divertente. Siamo stati automi dalla centralina intermittente, abbiamo cantato per folle in attesa, abbiamo cercato l'unisono con convinzione. Qualcosa là in fondo mi avverte di una tensione lontana e allora la nenia soccorre, la voce sussurra il suo calmo parlare. Prima di alzarci possiamo ancora sentire il respiro che lava via i nodi a cui siamo legati.

1 commento:

CriS ha detto...

Non avevo ancora visto questo post!
che bello! mi ci voleva proprio, in questo momento in cui è così faticoso ricominciare la settimana di lavoro... tanto che la mente cerca di fuggire e.... il corpo la segue ;)
Anche a me piace molto la musica del nostro training ... e mi dispiace tanto non avere approfittato dell' "overdose" causa altri impegni teatrali...
Ma ora sono pronta a calarmi nella veste della sura milanese con l'alien inside.... che mi ha già creato alcune difficoltà, ma sono sicura che con l'aiuto della maestra riuscirò ad ottenere un risultato almeno accettabile...