sabato 23 dicembre 2006

BlogCronaca - Lezione n. 11, 20 dicembre 2006

Saluto al sole, riscaldamento vocale, mmm-eggiamenti vari fino al cambio di nota. A quel punto, vista la mancanza degli ultimi che ancora dovevano provare il personaggio interrogato, si passa a un testo, l'Amleto, niente di meno. L'edizione proposta è quella Einaudi, nella classica collezione di teatro, quella che traduce "essere o non essere, questo è il problema". Bello, si comincia a leggere proprio dall'inizio, dall'elenco dei personaggi, e poi si prosegue a oltranza, con una breve pausa. Lettura logica, cioè il livello della comprensione del testo. Ci si alterna, scambiandosi le parti, sempre più in pochi. Alle undici, infatti, dopo quasi tre ore, qualcuno si è stancato, considerando forse la semplice lettura scolastica poco istruttiva. Siamo arrivati fin verso la metà dell'opera, poco dopo la rappresentazione fatta dagli attori a palazzo, su richiesta di Amleto. Chissà, forse la maestra avrebbe desiderato completarla in una sola notte, forse la riprenderemo la prossima volta.
Comunque c'è un compito per le vacanze. Occorre scegliere un brano dell'Amleto e studiarlo a memoria, interpretarlo e "montarlo", cioè accompagnarlo con movimenti scenici. Il personaggio o il brano scelto dovranno avere una certa "risonanza" con il personaggio interpretato da ciascuno in queste settimane. Non vale reinterpretarlo con parole contemporanee. Vale però utilizzare una scenografia immaginaria moderna (al telefono, in auto, sul balcone). Lunghezza minima: 10 righe. Lunghezza massima: ad libitum. Vale anche eliminare le brevi interruzioni provocate dall'intercalare dei personaggi per ottenere un monologo attraverso "accorpamenti". Per il testo utilizzare l'edizione Feltrinelli, disponibile on line, proposta da Alessio, che sull'Amleto ha seguito un seminario di recente. Ha il vantaggio di essere gratis, scaricabile e uguale per tutti.
Quindi bisogna presentare un prodotto "finito": memoria, interpretazione e movimento, utilizzando il lavoro fatto sul personaggio delle improvvisazioni. Una regola importante: niente sovrapposizioni. Ci si metta pure d'accordo ma niente doppioni. Anzi, per dare a Sabina modo di studiarsi i pezzi relativi, andrebbero resi pubblici prima, ovviamente in questa sede. Quindi sotto trovate i partecipanti al corso: per la prima lezione di gennaio ognuno dovrebbe dichiarare le proprie preferenze (vedi sopra).

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