Fine settimana con Maria Pia e la Villeggiatura. Torno a casa stanco dopo altre nove ore di laboratorio sulla Villeggiatura, che si succedono alle nove di sabato. Fine settimana di lavoro teatrale intenso e duro, filando a ripetizione tre atti con battute, entrate, uscite e piccole coreografie. Non posso dire stanco ma felice, perché in realtà già è viva la preoccupazione per il debutto. Nemmeno posso essere del tutto soddisfatto perché di errori ce ne sono stati. Forse ciò che è appagante è proprio l’esperienza di un lavoro su un testo lungo, con tanti attori, con parti diverse, un lavoro che richiede applicazione, freddezza, intuito, ascolto, riflessi pronti e ovviamente memoria, oltre naturalmente alla buona pronuncia, all’emissione ben calibrata, alle intenzioni vere. Maria Pia ci segue con attenzione, inforca gli occhiali, resiste per un poco seduta in cattedra, ma poi si alza, sale sulla sedia per guardare meglio, entra in scivolata per sistemare un tavolino. Poi si siede ancora e mentre con una mano scorre i fogli del copione, con l’altra prende appunti concitati.
All’uscita indugio ancora con i compagni, muto ma incapace di staccarmi da qualcosa di così coinvolgente nonostante la fatica e un livello di attenzione necessario da far venire il mal di testa. Forse non sarà lavoro vero, ma credo che ci somigli molto.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento