Quanto di emozioni e saperi si è perso di questo TP Lab non seguito dal Blog, forse perché più impegnativo dei corsi precedenti, forse perché è un laboratorio, forse perché Carlo manda quelle e-mail così complete. Questo però vorrei salvarlo, perché deve far parte di di un bagaglio d'attore e non lo voglio dimenticare. Si chiama i sette stati di tensione.
Il primo è "fattone": solo le gambe reggono a malapena in piedi; il resto del corpo si trascina molle rilassato ed ebbro.
Il secondo è "fonzie": gambe molto molleggiate ed elastiche, spalle rilassate, ma già energico e convinto di essere al centro del mondo.
Il terzo è la passeggiata neutra, guardando pigramente le vetrine o una mostra, ma senza indugiare, senza fretta ma senza farsi distrarre troppo.
Il quarto è la camminata del milanese che si reca in ufficio: passo svelto, collo rigido, sguardo teso. Il quinto è la vigilanza guardinga, il "chi è, chi va là?" delle sentinelle sugli spalti di un castello danese: passo svelto, un momento di sorpresa e disorientamento, lo sguardo cerca una provenienza, inquieto.
Il sesto è la paura, va eseguito di corsa, con scatti interrotti e ripetuti, cambi di direzione: tensione nelle gambe, nel collo, negli addominali.
Il settimo è la tensione assoluta: ogni muscolo si deve tendere, dai piedi alla fronte, dal viso al collo, dalla schiena ai polpacci. Faticosissimo, in questa condizione ogni movimento provoca dolore. Si sta quasi fermi ma in preda a una vibrazione disperata.
I sette stati sono come una scala che bisogna imparare ad eseguire rapidamente con cambi repentini, imparando a dosare tensione e respirazione per dare al corpo una presenza non priva di senso nel passaggio da una condizioen all'altra. Un nuovo regalo di questo laboratorio e di Maria Pia.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento