Questa mattina mi sono svegliato con un canto in mente. E' la nenia che ci avvolge durante il riscaldamento, e di cui ormai Corinna è ministra paziente. Ignoro di chi sia, mi fa pensare a una vecchia di Trinidad che separa il grano dal loglio o a un giovane pescatore di Tobago che ripara le reti la sera. Forse è una zia caraibica che canta la ninna nanna. A noi serve per rilassarci e per caricarci prima delle note di Passion, sulle quali la voce ci impone di alzarci senza esitare. Non ero mai riuscito a ricordarmi quel motivo prima d'ora. Forse la dose domenicale e il rinforzo di ieri hanno azionato i meccanismi della memoria. Ripensandoci sono state più di otto ore di lavoro senza risparmio, con la concentrazione per muoversi al rallenti che lascia spossati, con una "prima" lettura delle scene appena rese note che è già impegnativa, approfondita, esigente e divertente. Siamo stati automi dalla centralina intermittente, abbiamo cantato per folle in attesa, abbiamo cercato l'unisono con convinzione. Qualcosa là in fondo mi avverte di una tensione lontana e allora la nenia soccorre, la voce sussurra il suo calmo parlare. Prima di alzarci possiamo ancora sentire il respiro che lava via i nodi a cui siamo legati.
martedì 11 marzo 2008
Il pescatore di Tobago
Iscriviti a:
Commenti (Atom)