giovedì 28 giugno 2007

BlogCronaca 27 giugno 2007

Ancora difficile parlare dello spettacolo dopo solo 24 ore. Ricordo il senso di vuoto il mattino, poi lo smarrimento nel pomeriggio con gli errori, ripetuti, durante le prove. Le luci nuove da gestire, i centri da rispettare, la maestra che si dispera, il camerino affollato e angusto, il trucco, i cinque minuti al buio, l'ultima pipì nello stesso vaso dove i fluidi deve aver versato un certo Corrado D'Elia e tanti altri; Coulmier che raccontava con distacco aneddoti da vecchio lupo del palcoscenico... Poi in scena la nostra performance, che si snocciola in pochi minuti (no, era un'ora e quaranta), i saluti, l'addio alla maestra (o sarà un arrivederci?), i complimenti di Amedeo, i conversari con amici-parenti-colleghi in coda, il dopo teatro misto e il trasporto dei pallet nella notte, ma forse qualcuno si ricorda altro...

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