In questi giorni di finale di partita non potevo sottrarmi a un esercizio di memoria: la prima lezione di teatro ai Teatri possibili.
Insegnante maschio con occhiali, pizzetto e capelli lunghi. Il suo nome è Amedeo Romeo. “Non vi chiedo perché siete qui, cominciamo subito a lavorare”.
1- Camminare senza incrociarsi e senza camminare in cerchio.
2- Al mio via vi incontrate con il primo/la prima che capita e vi presentate guardandovi intensamente.
3- Al mio via fermate il primo/la prima che passa e sempre con la stessa intensità gli/le carezzate il viso prendendolo tra le mani.
4- Al mio via fermate il primo/la prima che passa e vi abbracciate forte.
5- Al mio via abbracciate il primo/la prima che passa, siete innamorati/e e lui/lei parte per un lungo viaggio.
6- Al mio via abbracciate il primo/la prima che passa, è un amico/a e lui/lei parte per un lungo viaggio.
7- Al mio via abbracciate il primo/la prima che passa: è vostra moglie/vostro marito che parte per una settimana.
8- Al mio via siete alla macchinetta del caffè con uno/una che vi piace e vi decidete per la prima volta a toccarlo/a, poi vi abbracciate.
9- Alla macchinetta del caffè il giorno dopo. Di comune accordo avete deciso di lasciarvi e vi abbracciate un’ultima volta.
10- Alla macchinetta del caffè: la vostra storia è finita e vi abbracciate un’ultima volta per lasciarvi.
11- Abbraccio, carezzare il viso, tenersi le mani.
12- Il pennello-corpo: da sotto l’inguine vi penzola un pennello: dipingete quello che volete sul pavimento, pensate anche al colore.
13- Il pennello – corpo: da sopra l’ombelico vi sporge un pennello: dipingete in aria in tutte le dimensioni.
14- Pennello a coppie: uno fa l’artista e l’altro fa il pennello: pittura tridimensionale libera.
15- Pennello a tre – due fanno gli artisti e uno fa il pennello.
16- Danza manichino: uno fa il manichino, uno gli muove la testa, l’altro i fianchi, l’altro le gambe, l’altro le braccia, a suon di musica. – a gruppi di quattro/cinque con cambi successivi.
17- Bendati seguire la voce: uno/una è bendato/a; l’altro lo fa muovere, prima trascinandolo per un braccio, poi solo con la voce, dicendo pio pio pio.
18- A tre, due bendati: uno vede (gli occhi). Chi vede non può parlare, è muto, ma può toccare uno dei due bendati (la voce) che invece può parlare e dirigere il terzo (il corpo). Con questo sistema si fa una breve caccia al tesoro a gruppi di tre.
19- Tutti in cerchio. Uno chiude gli occhi e viene passato da un polo all’altro dopo uno sguardo d’intesa tra emittente e ricevente. Si complica quando i bendati che rimbalzano all’interno del cerchio aumentano.
20- Gioco della conta. Tutti insieme a occhi chiusi, in cerchio tenendosi per mano. Contare fino a venti, dicendo un numero per volta a caso e senza sovrapporsi. Con variante a cerchio stretto, abbracciati. Risultato massimo: 19.
Allocuzione finale del maestro:
“Siamo qui per fare teatro: non è un corso di lettura e dizione; non è un corso su come parlare in pubblico, non è una psicoterapia. Il teatro ha la sua peculiarità nell’esaurirsi in un presente irripetibile dato dalla tensione che si verifica tra gli attori e tra gli attori e il pubblico. L’importante è questo rapporto vivo e presente, mai uguale a se stesso. Ognuno di voi ha esigenze diversissime per venire a un corso di teatro: l’unico modo per dare una direzione univoca a tante tendenze è fare teatro.”
Grazie.
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