mercoledì 13 aprile 2011
Notte ventosa all'Isola
E' una notte ventosa quella che ci aspetta fuori dall'Isola. Le impalcature intorno ai grattacieli in costruzione fischiano battono suonano come se fossero abitate da legioni di operai indaffarati. Le bandiere appese alle gru garriscono forte. Nell'aria turbinano fiori primaverili strappati dai rami degli alberi e portati dal vento. Il lavoro di preparazione sul testo delle Città Invisibili è già una lettura interpretata e la maestra ne fa una parafrasi attenta, quasi fermandosi ogni poco per commentare e allargare lo sguardo. Difficile riportare tutto quanto dice e spiega, ma trattengo qualcosa e la faccio mia, notando la sua attenzione nel testo di Calvino per gli aspetti di struttura e di relazione, indipendentemente dalla sostanza narrativa, che può cambiare e che in fondo è poco più che un pretesto, così come un pretesto sono gli attori e il materiale scenico, se non per essere superati dalla relazione che li separa e li unisce davanti al pubblico. Basta un piccolo rilievo e la maestra si lascia andare e si concede a un approfondimento sulla sua poetica, sul suo modo di interpretare quel testo e di riappropriarsene nella lettura da cui sono nate le prime versioni dello spettacolo e che una nuova lettura collettiva cercherà di arricchire. Si concede e tradisce l'entusiasmo con cui si accosta nuovamente a quell'opera, chiamata a farlo non dagli attori ma da persone alle quali non deve nulla se non il comune sentire per il valore di un lavoro teatrale.
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